Com’è dolce Parigi… o no!?

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Il nome di Antonio Caprarica, laureato in Filosofia all’Ateneo di Lecce col prof. Lucio Colletti, è diffuso in tutto il mondo giornalistico e delle comunicazioni in genere. Specialmente attraverso la Tv il pubblico italiano conosce il nomadi Antonio Caprarica, che ha girato si può dire tutto il mondo, particolarmente quello orientale da Mosca all’Afghanistan, in tempi di grande travaglio e di guerre vere e proprie. Uno dei suoi ultimi lavori (“Com’è dolce Parigi… o no!?”, edito nel 2006 dalla Rai Eri e dagli Editori Sperling & Kupfer) tratta della Francia e dei Francesi, nostri “cugini” e competitori in tanti campi della scienza, della moda, della culinaria, ecc. A Parigi, Antonio Caprarica fu inviato dopo il soggiorno di circa un decennio a Londra. Parigi e Londra si possono dire le due capitali di Europa, delle quali il Caprarica conosce i misteri e le proprietà di vita e di costumi. Nelle alette del volume sulla Francia è citata in sintesi la bella biografia dell’Autore, che conquistò nella sua ancora giovane carriera premi letterari di grande prestigio, ed attualmente è direttore di Rai Uno e dei giornali radio Rai. Lo stile di Antonio Caprarica è seducente,  specialmente quando descrive gli usi e costumi della gente presso cui vissuto. Non si dimentichi che nello stesso anno 2006 aveva scritto un altro libro dal titolo: “Dio ci salvi dagli inglesi… o no!?, pubblicato presso gli stessi editori, con lo stesso stile brioso e svelto, con attenzione maggiore al capo di quel governo, il Blair, e alle note vicende del Parlamento del Regno Unito. Il libro sulla Francia è in particolare icastico e brillante. È diviso in undici capitoli, uno più bello dell’altro. Ma la introduzione è di quest’anno. Curioso è anche il sottotitolo “Perché amare la Francia nonostante i Francesi”: non che l’Autore ce l’abbia con i Francesi: tutt’altro! Ma è nello spirito sarcastico dell’Autore scrivere dei Francesi come “amanti della bella vita e della buona tavola”, secondo il giudizio di alcuni storici, francesi e non, che l’Autore cita in ultima pagina della sovraccoperta. È insomma un libro che si legge tutto d’un fiato.  Numerose sono le citazioni storiche che il Caprarica riporta nel contesto e che indicano una fonte di ricerca per chiunque voglia approfondire la vicenda francese nei secoli, fin dalle origini degli antichi Galli. Antonio Antonaci