Smarmittati
home

Più che un articolo, questo è un appello, per andare incontro a chi si spacca la schiena per dodici ore al giorno e dalle 14,30 alle 16 vorrebbe farsi un riposino. Vivendo in questa città vi sarete accorti, cari concittadini, della quantità di motorini smarmittati e clamorosamente rumorosi che scorazza liberamente per le strade. Essi distruggerebbero anche i timpani elettronici fatti su misura dalla Ampliphon. Chi dovrebbe vigilare a quanto pare chiude un occhio, o sarebbe meglio dire le orecchie, o forse usa dei tappi particolarmente resistenti, magari di ghisa e non di gommapiuma. Certo non bisogna generalizzare, è bellissimo avere dai 14 ai 18 anni ed andare avanti e indietro sul proprio scooter con la spensieratezza come unica compagna e lungi da me fare il rompiscatole, date anche  le migliaia di chilometri che io stesso ho fatto in groppa al mio motorino. Certo è che, se sono le tre del pomeriggio, e si attraversa tutta la città avendo sotto la sella un incrocio tra una trebbiatrice e un mitragliatore a canne mozze, il risultato non può essere altro che mal di testa omogeneamente diffuso tra Via Soleto e San Sebastiano, gente che torna al lavoro con occhi gonfi e vitrei sacramentando contro i giovani irrispettosi, nonché anziani abbaianti affacciati alle finestre ad urlare che le cannonate non riescono a svegliarli, ma gli scooter dalla marmitta sfondata sì. Allora ecco due possibili soluzioni. La prima è che l’Amministrazione comunale si faccia carico della distribuzione gratuita dei suddetti tappi di gommapiuma o di caucciù in tutte le case della città, facendo suonare un apposito allarme in modo che, anche i più smemorati, si ricordino di inserire l’apposita soluzione nei padiglioni auricolari prima che si scateni l’inferno.  La seconda, molto più razionale e attuabile, è che chiunque sia in possesso di questi martelli pneumatici su due ruote, faccia lo sforzo di  andare dal meccanico e tappare i buchi delle marmitte, oppure, nei casi di mezzo meccanico ai limiti del comatoso, buttar via la marmitta ed istallarne una nuova. Sempre a spese dell’amministrazione naturalmente. Signor sindaco, si scherza! Luca Valente