Tasse, tasse, tasse...fortissimamente tasse

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Come privato cittadino io posso non condividere una norma di legge, ma come pubblico dipendente, sempre io, ho il dovere di osservare ed applicare una legge che può sembrarmi anche ingiusta ed iniqua. Allo stesso modo i magistrati: possono non condividere e contestare un disegno di legge come cittadini, ma nelle loro pubbliche funzioni hanno solo l’obbligo di applicare le norme che il Parlamento approva e che solo il Parlamento, con il mandato del popolo italiano, ha il diritto di sindacare. È quanto, invece, non sta succedendo con il ddl sicurezza che il Governo centrale presenta al Parlamento italiano. Il reato di clandestinità sta animando il dibattito politico, ma anche qualche associazione di magistrati si sta interessando nel merito della proposta di legge. Mentre le distanze tra maggioranza e opposizioni, proprio sull’argomento in questione, diventano sempre più nette. Finalmente! Mentre a Roma si discute su alte questioni giuridiche in materia di clandestinità e di sicurezza, da noi – invece – vengono dimenticate le più elementari norme proprio in materia di sicurezza. Succede, infatti, che nell’area del presidio ospedaliero “Santa Caterina Novella” di Galatina, pochissimi giorni fa, si sia corso un gran pericolo allorché si è scoperto che la rete antincendio era staccata dalla rete idrica e che gli estintori erano vuoti. Una situazione di una gravità allarmante e disarmante. Mai e poi mai avremmo immaginato, in altri tempi, situazioni simili. Ma forse anche questo è un segno dei tempi. Tempi che prevedono sempre minori le risorse destinate alla pubblica amministrazione (intesa nel modo più largo possibile: ministeri, sanità, enti locali, scuola, università, ecc.) e non, invece, una qualificazione della spesa pubblica.  Non si può immaginare di ridurre o eliminare del tutto le spese per le consulenze esterne? Perché si potrebbe fare ricorso alla struttura organica di altri enti similari e si potrebbero così risparmiare milioni e milioni di euro in tutta Italia, raggiungendo anche un altro risultato: sconvolgere consorterie consociative di “scambio” di favori tra politici e tra dirigenti e professionisti. E non mi riferisco soltanto agli incarichi professionali, l’obiettivo è soprattutto la consorteria politica che  garantisce “pascoli” abbastanza verdi e floridi ad una classe che, vivendo all’ombra dei partiti, si nutre a base di centinaia e centinaia di migliaia di euro l’anno. Tutto ciò sulla base di presunte e sbandierate professionalità e competenze, ma soprattutto di titoli magari acquisiti con i punti qualità delle lauree brevi, che ormai si danno con estrema facilità a chi abbia ricoperto anche incarichi solo politici tipo assessorati provinciali, e non con la frequenza universitaria e la ricerca scientifica. Succede anche che ci si ritrova a svolgere funzioni di primissimo piano e di grande responsabilità (ovviamente e adeguatamente ben retribuite) ma con poca capacità e quindi con risultati modesti se non proprio insufficienti o addirittura dannosi. E  forse non bisogna allontanarsi da Galatina per “scontrarsi” con casi del genere. I cittadini sono ormai stufi di situazioni del genere. Altro caso clamoroso è la gestione dei rifiuti in Puglia. Gli ATO non stanno assolvendo ai  propri compiti, infatti si parla di una loro soppressione. Ma i casi più clamorosi derivano dalle società partecipate che gestiscono i servizi di igiene ambientale. Da noi, a Galatina, alcuni anni fa l’allora Giunta comunale a guida di  centrodestra compì una scelta infausta: quella di attivare una società mista, a partecipazione comunale al 51 per cento, per la gestione del servizio in questione. Nacque così la Centro Salento Ambiente società per azioni, dimenticando però di promuovere, ancor prima di dare inizio alle operazioni societarie, il bacino di utenza di  almeno centomila persone che avrebbero, come tutti i testi in materia economica ma anche la logica volevano, reso economicamente valida l’operazione.  Ma evidentemente altre logiche portavano dritto alla nascita di quella società. Ora, però, a distanza di molti anni, poco o nulla si fa per rimediare a tanti errori, anzi le poltrone nel Consiglio di Amministrazione, nel Collegio dei Revisori dei Conti e in chissà quali altri posti (anche quelli che prevedono l’assunzione temporanea di semplici lavoratori, anche con mansioni di operatori ecologici)  sono molto appetibili e diventano motivo di spartizione allorché  c’è da applicare il vecchio e mai dismesso Manuale Cencelli. I costi per il servizio di igiene ambientale continuano a crescere, come ampiamente documentiamo a pagina sei di questo stesso numero: le colpe non sono mai “nostre”, ma sempre degli assenti e possibilmente lontani  (nel tempo e nello spazio). Gli aumenti che fra qualche giorno ci verranno notificati, per il pagamento, con le fatture della Centro Salento Ambiente sono frutto degli errori passati ma anche recenti di una classe politica, in tempi passati quella di destra ed ora quella di sinistra, che ha avuto poco rispetto dei cittadinicontribuenti che continuano a pagare in silenzio. Quest’anno, oltre agli aumenti che deriveranno dalle fatture per il servizio di igiene ambientale, avremo un fortissimo aumento (più del doppio rispetto al 2007, esattamente il 113,33 per cento) a titolo di addizionale comunale sul reddito delle persone fisiche, l’aumento del 16,67 per cento dell’imposta sugli immobili per le abitazioni diverse dalla prima,  l’aumento del 60 per cento dell’addizionale regionale sul reddito delle persone fisiche. Senza dimenticare che anche la Provincia provvede ormai a mettere pesantemente le mani in tasca ai contribuenti. A fronte della crisi finanziaria delle famiglie che non riescono a raggiungere senza affanno la fine del mese, gli enti pubblici, nonostante gli inviti del Governo centrale, si sentono in dovere di aumentare o di istituire tributi locali per erogare servizi che sono sempre meno all’altezza di un Paese civile. Fermi restando, però, i privilegi e le prebende della classe politica, degli amici della classe politica e soprattutto degli amici degli amici della classe politica. Rossano Marra