AEROPORTO DI GALATINA COME VOLANO DI SVILUPPO PER IL
TERRITORIO
Lettera
di Tommaso Perrone al Presidente di Assindustria Lecce
Piero Montinari
Egregio Presidente, Dr.
Montinari,
La presente per metterLa a
conoscenza, in qualità di Presidente della 3.
Commissione Consiliare Permanente della Città di
Galatina, Commercio e Attività Produttive, della mia
posizione in merito alla Sua proposta di apertura ai
voli civili dell’Aeroporto militare Fortunato Cesari di
Galatina. Premesso che questa è in linea sostanzialmente
con quanto convenuto, dopo ampia e approfondita
discussione, nella seduta del Consiglio Comunale
tenutosi nella ns. Città lo scorso 25.06.2008 e con
quanto ribadito dagli interventi precedenti da parte del
Sindaco della Città di Galatina, del Presidente della
Provincia e di Lei stesso nelle vesti di Presidente
dell’Associazione degli industriali salentini, a cui
esprimo fin da ora il mio vivo ringraziamento per aver
riproposto un’iniziativa tanto importante, tenevo ad
informarLa della mia assoluta condivisione di tale
proposta, visto la sua fondamentalità in termini sia di
sviluppo sostenibile che di fruibilità
turistico-ricettiva che ne deriverebbe per il nostro
territorio. Non posso, dunque, che essere d’accordo con
Lei, quando nel porre all’attenzione della politica e
degli investitori il punto della riapertura
dell’Aeroporto di Galatina ai voli civili afferma che
tale investimento andrebbe valutato nell’ottica di una
promozione culturale e turistica integrata del Salento.
Il Salento, in quanto area piuttosto vasta quanto alle
sue dimensioni e contestualità geografica, dovrebbe
“funzionare” da sempre, ma da sempre non funziona, come
un sistema territoriale e metropolitano integrato, ossia
dovrebbe essere caratterizzato dal punto di vista delle
infrastrutture da una funzionalità integrata dei sistemi
di trasporto e mobilità in genere (porti, aeroporti,
ferrovie, strade) ai fini di una sinergica utilizzazione
territoriale e dell’ottimizzazione degli
investimenti. Lo sviluppo turistico locale – e in
questo è da vedere, secondo la mia modesta opinione, uno
degli assi trainanti dell’economia del territorio
salentino dei prossimi decenni – con la conseguente
valorizzazione complessiva del nostro territorio nei
suoi aspetti paesaggistici, architettonici,
storico-culturali che da questo ne deriverebbe, è
impensabile se non supportato da un adeguato sistema di
infrastrutture o senza, quantomeno, un potenziamento di
quelle già esistenti. Non si può parlare di turismo, ne
tantomeno investire in questo settore, se non si creano
prima le condizioni affinché esso si possa sviluppare in
modo serio, competitivo, sostenibile. Nelle dinamiche
globali in atto ogni sistema locale fonda la propria
competitività territoriale sull’insieme vario e
complesso delle internalità che definiscono
l’originalità e l’identità dei luoghi. Le componenti
naturali e culturali, interagendo in una dimensione sia
spaziale che temporale, configurano una struttura
flessibile ed incoerente le cui progressive
sedimentazioni riemergono, interagiscono, si integrano
ogni volta in modo eterogeneo e innovativo a seconda
delle aspirazioni e delle percezioni di ciascuna
collettività. In tal prospettiva il background culturale
di un ambito locale non è considerato come semplice
stratificazione di strutture il cui ruolo è compreso e
compresso tra precisi limiti temporali, ma come insieme
di forme in grado di riacquisire funzionalità e
arricchirsi di significati al di là degli scopi ben
precisi che ne determinarono l’origine. La capacità
degli insiders di comprendere e ridefinire i
ruoli di un patrimonio diffuso e variegato come quello
della provincia di Lecce rappresenta di per sé un
vantaggio competitivo; in tali casi l’immagine dello
stesso sistema territoriale viene rimodellata a partire
dalle risorse endogene, dalle vocazioni locali che
costituiscono il punto di forza del cosiddetto “genius
loci”. Analizzare le potenzialità del sistema
territoriale in relazione alle matrici identitarie
significa promuovere una progettualità in grado di
dirigere ed orientare il cambiamento, di porsi quale
esperienza trainante che permetta al proprio ambito di
inserirsi in modo consapevole e originale nella rete
delle relazioni globali. Un sistema territoriale può,
infatti, interagire a scale diverse senza fermarsi al
ristretto contesto regionale, senza tener conto di
consolidate gerarchie funzionali; il potere
destrutturante di una rete così liberamente
interconnessa costituisce, però, un limite per quei
sistemi che non risultano particolarmente coesi al loro
interno e che rischiano di sfaldarsi per la presenza di
forze centrifughe e per la mancanza di soggetti in grado
di convogliare risorse materiali ed immateriali in un
organico piano di sviluppo. L’area del Salento
costituisce un territorio dalle forti valenze
paesaggistiche e storico-culturali. Ciò nonostante,
molti centri salentini, sia rurali che costieri,
perderebbero gran parte del loro fascino, e in parte non
hanno potuto finora ancora sfruttarlo, se non
opportunamente integrati ad un sistema di mobilità
locale strutturata in modo tale da garantire una
copertura totale della richiesta turistica. In questo
senso lo scalo di Galatina, se riaperto ai voli civili,
per lo meno quelli turistici (cosiddetti charter), la
cui strutturazione organizzativa è tutt’altra cosa
rispetto alla complessità caratterizzante quella invece
dei voli civili di linea, rappresenterà
l’imprescindibile volano di sviluppo per l’intero
territorio salentino dal punto di vista di una
ottimizzazione della gestione dei flussi turistici. Per
tutte queste ragioni ritenendo che la riapertura
dell’Aeroporto di Galatina ai voli civili sia mai come
ora necessaria se vogliamo che il Salento divenga una
realtà competitiva sotto il profilo di un’offerta
turistica, oltre che storico-culturale, qualitativamente
competitiva e di primissimo piano quanto alle dinamiche
di sviluppo economico del territorio Le ribadisco la mia
solidarietà, sul piano personale e a livello
politico-istituzionale alla iniziativa da Lei proposta e
sostenuta come rappresentante degli Industriali della
provincia di Lecce di Presidente e allo stesso tempo il
mio impegno affinchè essa possa trovare nell’ambito del
territorio di Galatina un terreno fertile per una sua
(speriamo) prossima e concreta realizzazione.
Tommaso
Perrone, Presidente 3. Commissione Consiliare,
Commercio attività produttive |